giovedì 6 aprile 2017

UNA RICETTA PER LA VITA!

Cari lettori, 
avrete notato che da qualche mese ho trascurato il blog. Se lo ho fatto è per una giusta causa, una ricetta di vita! Ho creato con i miei figli una Fondazione benefica intitolata a mai moglie Silvana.
Sarei felice se poteste leggere (ed eventualmente supportare) la storia del primo progetto che stiamo realizzando: un orfanotrofio - scuola - centro comunitario  in Congo: "Le Gazelle di Silvana". Tra qualche anno sarà possibile anche formare qualche valida cuoca o cuoco nei nostri laboratori. 
Vi bastano 5 minuti.. e magari pochi euro (alle ultime righe potrete scoprire come). 
A presto e grazie di cuore. 
Sergio Corbino


Ecco il Progetto della neonata Fondazione Cariello Corbino in Repubblica Democratica del Congo, in partnership con il Parco Nazionale del Virunga (Virunga Alliance) e la Fondazione Svizzera Dodobhati

L'area in cui opereremo nei pressi del Parco Nazionale del Virunga.
L’area in cui opereremo nei pressi del Parco Nazionale del Virunga.
Orfanotrofio Gazelle – RdCongo: il passato, il presente, il futuro (anche grazie a voi).
Dove si trova: Rugari (vedi mappa), Nord Kivu, regione est della Repubblica Democratica del Congo, Africa Equatoriale, al confine col Rwanda. La RdC ha tutto: oro, diamanti, coltan, petrolio, ma la gente vive di agricoltura di sussistenza a causa della corruzione dei governanti. Nel Nord Kivu c’è tanta acqua e terreno fertile, ma da oltre 20 anni c’è una sorta di guerra civile (negli ultimi 3 anni oltre 1500 vittime civili); e a me bianco non è stato consigliato (e di fatto permesso) di andare a trovare i bimbi senza scorta armata dei Rangers del Parco Nazionale di Virunga, dove ho alloggiato. Niente di eroico, comunque.
Cosa era in PASSATO: una studentessa di medicina di Goma (capoluogo regionale), Mahano Nifashe, per noi Passy  torna nella sua terra di origine a Rugeri (suo padre era ranger del Parco) dove pure era sopravvissuta ed era stata testimone degli orrori della guerra, per raccogliere gli orfani come nella bibbia aveva fatto Dorcas (che significa gazzella). Da qui il nome della sua “Organizazione Gazelle pour la vie de tous” (per la vita di tutti). COSA era l’orfanotrofio: una baracca in legno senza pavimento, con tre materassoni adagiati sulla lava dove lei dormiva con 32 bambini, chiedendo pochi soldi ai parenti più prossimi dei bimbi (quando esistevano).
In Jeep con i ranger e i cani del servizio antibracconaggio del Parco del Virunga
In Jeep con i ranger e i cani del servizio antibracconaggio del Parco del Virunga
Vivevano di niente, fino a quando Passy, stremata, contatta tramite fbk Marlene Zahner  della Dodobahati, veterinaria, addestratrice di cani da fiuto, e filantropa svizzera che nel 2011 aveva avviato e finanziato un progetto di cani anti bracconaggio nel Parco Nazionale del Virunga. E la storia cambia. Per fortuna. L’africana Passy è molto precisa nel rendicontare al centesimo le spese, e lascia più che soddisfatta la svizzera Marlene: 2 donne forti che si riconoscono e rispettano.
I bimbi disegnano fuori casaOGGI l’orfanotrofio ospita 30 femmine e 26 maschi dai pochi mesi ai 15 anni, tutti rispettosi e sorridenti: hanno Passy, 2 mami e 3 volontari che si occupano di loro, senza sosta. Nessuno è pagato, Marlene ha finanziato tutto da sola grandi cambiamenti: le baracche /casette sono due (con pavimento in cemento!). E i bimbi dormono in 5-8 su ogni letto. C’è la latrina maschi e quella femmine e Passy ha il suo letto separato nella baracca bambine che condivide con una bimba. C’è la baracca-cucina e qualche oca per i momenti speciali. Le mami dormono con i 3 piccoli. Tutto è molto pulito. Vanno a scuola (a pagamento, come tutti, 40 minuti a piedi). Mangiano il minimo indispensabile, hanno un grosso barilone d’acqua che riempiono andando al pozzo. Giocano con.. l’aria ma ridono. Marlene paga tutto ma non ce la può fare da sola. E i bimbi hanno bisogno di cure mediche (ospedale a 2 ore di strada sterrata, tutto a pagamento) e mangiare ogni tanto qualcosa in più.
Al Virunga Marlene incontra Helen Pope (mia amica dal 2007) e Helen me ne parla e io incontro Marlene e Christian (capo ranger) a Roma, a ottobre 2016. Decido di aiutarli, perchè mi fido di Helen (insegna a Roma, ma ha organizzato per 15 anni un campo di volontariato in Palestina, e che io lavevo supportata in Rwanda e Congo, prima) e capisco la serietà di Marlene e Christian e il 24 gennaio 2017, a notaio fresco, parto, perchè Marlene è là.
OLYMPUS DIGITAL CAMERAIL FUTURO. Rugari non è un luogo sicurissimo. Passy conosce i bianchi ed è stata anche minacciata di morte perchè magari ha con se i soldi per i bimbi: per dare i doni ci siamo nascosti nel giardino della chiesa vicina (vedi foto) e là le cose verranno tenute e date a mano a mano. Gli africani sono brava gente, la comunità è accogliente, ma la malerba c’è dappertutto, specie con la guerra civile.
L’OBIETTIVO é: spostare i bimbi 20 chilometri più a Nord, a RUMANGABO, acquistando una terra proprio di fronte all’entrata del Parco Virunga. E’ una zona più sicura e poi ci sono i rangers del Parco proprio di fronte.
Vogliamo costruire un orfanotrofio (fino a 100 ospiti) moderno e solido, in muratura, con scuola e laboratori di formazione, un pollaio e un orto, un centro di formazione per la comunità.
Prove di progetto della casa dei sogni...
Prove di progetto della casa dei sogni…
Insomma UN PROGETTO PILOTA, esempio per la Regione, che offra la possibilità ai bimbi non solo di sopravvivere ma di avere un futuro. L’idea è piaciuta al direttore del Parco, Emmanuel de Merode (già sparato anni fa da chi si opponeva al Parco), che ha promesso il co-finanziamento del progetto al 50% da parte della Virunga Allience, che destina il 30% dei proventi dal turismo ad attività sociali. Il mio sogno di coniugare solidarietà e sostenibilità si unisce al sogno dei bimbi. Il progetto sarà finanziato quindi al 25% da Fondazione di Marlene, al 25% da Fondazione Cariello Corbino, 50% dal Parco. E servono tanti soldi! Il paradosso di un paese in guerra è che si importa tutto e tutto costa di più, il cemento, gli infissi… Abbiamo rifiutato l’offerta di un partner un po’ invadente: non si tratta solo di soldi, ma di fare le cose per bene.
COSA POTETE FARE VOI? Grazie a chi ha donato integratori, vestiti, giocattoli. I bimbi, almeno per ora ne hanno a sufficienza. Servono SOLDI, perdonerete la brutalità. Ho pensato a una simbolica adozione a distanza (non di un bimbo, ma della comunità dei bimbi) di 250 euro. In realtà a un bimbo ne servono di più (circa 330 euro), ma non volevo spaventarvi. Un pollo da spennare e mangiare costa 4,6 euro, andare a scuola circa 65 euro /anno. C’è chi potrà dare molto di più o di più (grazie), almeno per quest’anno, chi potrà dare di meno (grazie), ogni euro conta. Io ho promesso e manterrò la mia parola a ogni costo. Non posso tradire le speranze dei bimbi, nè tradire in quello in cui io e la Fondazione crediamo.
FIDUCIA. E’ una catena di fiducia: potete solo fidarvi di me. Io ci tornerò tra qualche mese e un giorno sarà possibile anche per voi andare a dormire nel nuovo Centro, al sicuro. Marlene, precisissima, torna almeno 4 volte l’anno sul posto, il Parco e il capo Ranger Christian saranno parte integrante del Progetto, Passy è una persona precisa e vive di niente. Una catena di fiducia.
CHI VUOLE, CHI PUO’ ci può contattare a: FondazioneCarielloCorbino@gmail.com e saremo lieti di darvi ulteriori dettagli. Mettetevi d’accordo in famiglia (o in famiglia allargata), in ufficio, in condominio, in palestra, in azienda, a scuola. Organizzatemi incontri, pranzi e cene con i vostri amici, colleghi, parenti e io (non mangio manco) e sono pronto e felice di spiegarvi dettagli e farvi vedere foto, progetti ecc. Organizzatemi eventi di raccolta fondi, oppure possiamo mettere un salvadanaio nei vostri negozi, ristoranti. Fatevi regalare per i vostri compleanni l’adozione di un grandioso progetto di speranza. Partecipiamo, costruiamo insieme, a un’economia di vita.
NON c'è altro da dire se non grazie per questi 5 minuti e grazie in anticipo per quello che farete. Ogni centesimo sarà ben speso. Non tradiremo la vostra fiducia, nè la mia promessa personale: la vita, prima di tutto; nè quella di mamma Silvana: l’amore, prima di tutto. GRAZIE. Un abbraccio. Alberto Corbino, a nome della Fondazione Cariello Corbino.
Per supportare il Progetto:img_20170131_134301
Fondazione Cariello Corbino
IBAN: IT26R0501803400000000240153
BIC-SWIFT: CCRTIT2T84A
Banca Popolare Etica – filiale di Napoli
Causale: “Progetto Gazelles” – RDCongo

E’ inoltre possibile donare tramite PAYPAL: FondazioneCarielloCorbino@gmail.com

mercoledì 21 dicembre 2016

A TUTTI GLI AFFEZIONATI LETTORI UN MONDO DI AUGURI. MI SCUSO CON LORO PER IL PERDURARE DELLA MIA ASSENZA DAL METTERE NUOVE RICETTE

ma di recente è venuta a mancare mia moglie Silvana, dopo una lunga e dura battaglia con il cancro, a fasi alterne, che è iniziata nel 2002 ed è terminata così in questi giorni con la nostra sconfitta.
Dopo 53 anni di matrimonio non ci si rassegna facilmente ad una così grave perdita.

Quindi pur non volendo rattristare alcuno in questi giorni di letizia, mi rivolgo a tutti quelli che convivono insieme da tempo, sposati o conviventi che siano: quando vi bisticciate talvolta per un nonnulla, ripensateci mille volte prima di compiere un gesto di divisione, prescindendo da quello che poi resterà nell'animo dei vostri figli che certamente ne soffriranno, e quindi abbiate molta sopportazione nei riguardi di chi vive con voi e riflettete prima di parlare e/o di prendere decisioni sbagliate.

Tornare a casa la sera e trovare il letto vuoto a fianco di voi è davvero difficile da sopportare.

Quindi vogliatevi bene, accettandovi l'un l'altro  con i propri difetti  e con i propri pregi, perdonando e dimenticando scatti di ira e parole grosse come se mai fossero state pronunciate.

Perdonate il mio sfogo.

 Grazie ed auguri
Sergio Corbino    

P.S. Con l'inizio del nuovo anno riprenderò a pubblicare ricette e notizie conservate in questo tempo  gelosamente nel cassetto. Quindi a presto !!

domenica 30 ottobre 2016

RISOTTO AL NERO DI SEPPIE FRESCHE

E' un piatto un poco più complicato di un semplice risotto perché bisogna prima preparare il condimento, cioé  le seppie cucinate a puntino con il loro nero e poi quando il risotto è già a 3/4 di cottura  unirle al risotto e continuare con la mantecatura e la cottura al punto giusto del risotto.

Comunque il risultato ed il plauso dei vostri convitati vi ripagherà delle fatiche sopportate.

Innanzitutto è necessario che le seppie siano fresche, quindi NON surgelate, non eviscerate dal pescivendolo nè private della loro pelle.

INGREDIENTI per 6 persone:  Riso Arborio superfino o Vialone nano gr 450; seppie gr 400/500; cipolla gr 150; pomodoro pelato gr 240 (metà barattolo); concentrato di pomodoro 1 cucchiaino colmo (che NON sia di provenienza cinese); olio EVO 6 cucchiai;  vino bianco secco cc 100; burro gr 30.

PROCEDIMENTO: con grande delicatezza ed attenzione, tagliare con le forbici il corpo della seppia, evitando di coinvolgere le interiora per non danneggiare la sacchetta del "nero". La riconoscete subito perché è una piccola vescichetta dal colore argenteo del mercurio. Quindi quando la avrete trovata, stringete tra le dita la apertura del collo e distaccatela dal resto delle interiora, quindi deponetela in un piattino da caffé.  Eliminare allora l'osso centrale, il becco, gli occhi, tutto ciò che si trova all'interno e con le forbici o con un affilato coltello, sul tagliere ridurla a piccoli quadratini, tentacoli compresi.

Ora mettere in una padella piccola una metà della cipolla tagliata sottilmente, metà dell'olio, su fuoco dolce farla imbiondire, quindi unire i pezzetti di seppia, farli rosolare un paio di minuti, rimestare e poi bagnare con il vino, alzare a metà la fiamma e dopo un altro minuto aggiungere il pomodoro pelato, schiacciare i pomodori con una forchetta, unire il concentrato, mezzo cucchiaino di sale fino, rimestare e fare cuocere per 10 minuti. senza coperchio.
.
Aggiungere ora la vescichetta e tutto diventerà nero, quindi fare cuocere per un paio di minuti rimestando e poi togliere dal fuoco.

Preparare circa litri due di brodo vegetale, o con un cucchiaio raso di "granulato per brodo vegetale" in due litri di acqua, oppure preparate voi un'ora prima un vero brodo vegetale con una cipolla, una carota, due coste di sedano, una patata piccola, qualche foglia di spinacio, uno zucchino, un pizzico di sale fino, il tutto ridotto a piccoli pezzi. Tenere comunque il brodo in caldo per poterlo aggiungere, un poco per volta, durante la cottura del risotto.

Nella padella grande dove cuocerete il risotto, mettere il resto dell'olio, il resto della cipolla tagliata a velo, fare appena imbiondire su fuoco dolce ed aggiungere il riso. Farlo tostare per un minuto, poi aggiungere un buon mestolo di brodo e rimestare. Quando vedrete che il brodo è stato assorbito aggiungerne ancora.  Considerate che il riso dovrà cuocere  circa 18/20 minuti.

Quando sarete vicini ai 18 minuti aggiungere le seppie già pronte e rimestate, quindi continuare la cottura aggiungendo dell'altro brodo se necessario. Ricordate che il risotto deve essere all'onda, cioè quando lo trasferirete nel piatto di portata deve muoversi appena, cioè NON deve essere fermo !!

Quando sentirete sotto i denti un paio di chicchi e li trovate della giusta cottura, aggiungere la noce di burro, rimestare velocemente e passatelo nel piatto di portata, quindi portatelo in tavola.

E' consigliabile mettere in tavola una formaggiera con parmigiano o grana grattugiato, perché anche se qualcuno si scandalizzerà della proposta, vedrete poi che il piatto acquisterà così un particolare sapore, di gran lunga migliore.
Fidatevi del mio suggerimento e non ve ne pentirete  !!!

giovedì 27 ottobre 2016

VERMICELLONI ALL'ANTICA: OLIO, AGLIO, ALICI SOTTO SALE E PANGRATTATO TOSTATO IN PADELLA

Un tempo, in Sicilia le mucche scarseggiavano e quindi non era disponibile né il Grana né il Parmigiano da grattugiare ! Vi era qualche volta un formaggio di capra o di pecora e quindi per economizzare da un canto e per illudere l'occhio dall'altro, si sopperiva alla mancanza di formaggio grattugiato con il pangrattato realizzato con il pane ormai stantio e messo al sole cocente, schiacciato con il pestello !!! Da qui una serie di ricette con questo ingrediente di recupero chiamato laggiù non "pangrattato", ma "mollica".

INGREDIENTI : per 4 persone. Vermicelloni o spaghettoni gr 400; olio EVO 4 cucchiai abbondanti; aglio 2 spicchi; alici sotto sale 3 (quindi NON quei piccoli filetti di alici sott'olio; queste qui profumano davvero di mare e sono molto più salate)! Pangrattato 6 cucchiai colmi ed un filo d'olio.

PROCEDIMENTO: si getta la pasta in abbondante acqua salata (poco) che bolle. Nel frattempo in padella si mette l'aglio tagliato in due pezzi, l'olio, e su piccolo fuoco si fa riscaldare. Le alici devono essere precedentemente pulite dal sale e dalle interiora che tutt'ora contengono e dalla lisca centrale. Quindi quando l'olio è caldo si uniscono le alici e si schiacciano con i rebbi di una forchetta, rimestando un momento, quindi togliere dal fuoco.

Quando la pasta vi sembra quasi cotta al punto giusto, cioè deve essere ancora un poco duretta, prelevare una tazza dall'acqua di cottura, scolare la pasta, trasferirla nella padella, alzare la fiamma al massimo ed aggiungere tutta o parte dell'acqua, cuocendo così la pietanza al punto giusto, facendola ben insaporire grazie all'alta temperatura del condimento. Eliminare gli spicchi di aglio.

Nel frattempo avrete in precedenza messo in una padellina il pangrattato ed il filo d'olio e quindi su fuoco debole, rimestando con un mestolo di legno in cinque minuti fare colorire il pangrattato, quindi aggiungerlo alla pasta rimestando.

Portare subito in tavola la pietanza ed impiattarla ben calda.   Poi fatemi sapere  com'é venuta !!!

RISOTTO DAL COLORE GRIGIO, FACILE, DI OTTIMO SAPORE E REALIZZABILE IN TUTTE LE STAGIONI

Riprendo la pubblicazione di miei ricette sperimentate e saggiate, dopo la forzosa pausa dovuta ad un aggravarsi della malattia di mia moglie Silvana, la quale ha lottato dal 2002 contro il "cancro" e poi dopo una lotta durata quattordici anni, ha dovuto soccombere e volare in cielo lasciando un tremendo vuoto nella nostra casa.

Oggi a poco più di un mese dalla sua dipartita, mi sono deciso a rimettere le mani sulla tastiera del computer  e a riprendere il contatto con i miei amici lettori, cultori come me e la mia Silvana, della buona a sana cucina.

Lo avevo promesso a lei, in uno dei momenti di lucidità nel suo ultimo giorno di vita, di non abbandonare il mio blog e l'Accademia Italiana della Cucina, ultimi hobby ormai rimasti e quindi non volendovi intristire con le mie doglianze e le mie tante lacrime (ma non me ne vergogno), mi dedico subito ad illustrarvi questo risotto suggeritomi dalla mia amica Gabriella già da me cucinato di recente ben due volte con grande successo.

INGREDIENTI: (per 4 persone) : riso Arborio superfino gr 350; olio EVO 4 cucchiai; cipolla affettata sottilmente gr 100; brodo vegetale cc 1500 (con il dado di gelatina morbida, oppure cuocendo per 30 minuti 1 cipolla media, 1 patata piccola; carote 2; zucchine 1; gambo di sedano 1; spinaci gr 50; il tutto ridotto a pezzi; acqua cc 1500; sale fino 1/2 cucchiaino); formaggio Gorgonzola cremoso gr 120; burro gr 30; pasta di olive nere (in olio extra vergine d'oliva) gr 60.

PROCEDIMENTO :  Preparare il brodo in una delle due maniere proposte e tenerlo in caldo. In una pentola  mettere l'olio, la cipolla affettata sottilmente ed a fuoco basso farla imbiondire.  Quindi aggiungere il riso, rimestare velocemente facendo oliare ogni chicco, quindi dopo una veloce "tostatura" di due minuti circa, aggiungere un paio di mestoli di brodo e rimestare.
Quando vedrete che il liquido  sta per essere assorbito dal riso aggiungerne ancora, sempre rimestando per evitare che si attacchi sul fondo della pentola.
Quando saggiando con i denti un chicco di riso (sono passati circa 18/20 minuti dall'inizio) vi accorgete che è quasi giunto al giusto punto di cottura, aggiungere il gorgonzola rimestando velocemente, subito dopo la pasta di olive nere e quindi il burro, togliere subito dal fuoco e rimestare per un altro minuto perchè il fondo della pentola continua la sua cottura.

Nel caso risultasse troppo asciutto, aggiungere velocemente cc 100 di brodo (se fosse finito va bene anche acqua ma NON fatelo vedere agli ospiti), rimestare velocemente e trasferire il composto nel piatto di servizio, quindi servirlo velocemente.

P.S. Avrete notato che NON ho aggiunto altro sale, ma il formaggio è già abbastanza salato !!    

RISOTTO DAL COLORE GRIGIO, FACILE, DI OTTIMO SAPORE E REALIZZABILE IN TUTTE LE STAGIONI

Riprendo la pubblicazione di miei ricette sperimentate e saggiate, dopo la forzosa pausa dovuta ad un aggravarsi della malattia di mia moglie Silvana, la quale ha lottato dal 2002 contro il "cancro" e poi dopo una lotta durata quattordici anni, ha dovuto soccombere e volare in cielo lasciando un tremendo vuoto nella nostra casa.

Oggi a poco più di un mese dalla sua dipartita, mi sono deciso a rimettere le mani sulla tastiera del computer  e a riprendere il contatto con i miei amici lettori, cultori come me e la mia Silvana, della buona a sana cucina.

Lo avevo promesso a lei, in uno dei momenti di lucidità nel suo ultimo giorno di vita, di non abbandonare il mio blog e l'Accademia Italiana della Cucina, ultimi hobby ormai rimasti e quindi non volendovi intristire con le mie doglianze e le mie tante lacrime (ma non me ne vergogno), mi dedico subito ad illustrarvi questo risotto suggeritomi dalla mia amica Gabriella già da me cucinato di recente ben due volte con grande successo.

INGREDIENTI: (per 4 persone) : riso Arborio superfino gr 350; olio EVO 4 cucchiai; cipolla affettata sottilmente gr 100; brodo vegetale cc 1500 (con il dado di gelatina morbida, oppure cuocendo per 30 minuti 1 cipolla media, 1 patata piccola; carote 2; zucchine 1; gambo di sedano 1; spinaci gr 50; il tutto ridotto a pezzi; acqua cc 1500; sale fino 1/2 cucchiaino); formaggio Gorgonzola cremoso gr 120; burro gr 30; pasta di olive nere (in olio extra vergine d'oliva) gr 60.

PROCEDIMENTO :  Preparare il brodo in una delle due maniere proposte e tenerlo in caldo. In una pentola  mettere l'olio, la cipolla affettata sottilmente ed a fuoco basso farla imbiondire.  Quindi aggiungere il riso, rimestare velocemente facendo oliare ogni chicco, quindi dopo una veloce "tostatura" di due minuti circa, aggiungere un paio di mestoli di brodo e rimestare.
Quando vedrete che il liquido  sta per essere assorbito dal riso aggiungerne ancora, sempre rimestando per evitare che si attacchi sul fondo della pentola.
Quando saggiando con i denti un chicco di riso (sono passati circa 18/20 minuti dall'inizio) vi accorgete che è quasi giunto al giusto punto di cottura, aggiungere il gorgonzola rimestando velocemente, subito dopo la pasta di olive nere e quindi il burro, togliere subito dal fuoco e rimestare per un altro minuto perchè il fondo della pentola continua la sua cottura.

Nel caso risultasse troppo asciutto, aggiungere velocemente cc 100 di brodo (se fosse finito va bene anche acqua ma NON fatelo vedere agli ospiti), rimestare velocemente e trasferire il composto nel piatto di servizio, quindi servirlo velocemente.

P.S. Avrete notato che NON ho aggiunto altro sale, ma il formaggio è già abbastanza salato !!    

mercoledì 20 aprile 2016

ORECCHIETTE AL RAGU' DI SALSICCIA DI MAIALE. UN PIATTO VELOCE DI TUTTI I TEMPI.

INGREDIENTI  per 4 persone :  orecchiette gr 400 (ormai si trovano in ogni esercizio); salsiccia fresca di maiale gr 400; pomodoro a pezzettoni gr 600 (1 barattolo); formaggio parmigiano gr 50; pecorino gr 50; cipolla gr 100; aglio  2 spicchi;  olio EVO  8 cucchiai; vino rosso cc 150; sale.

PROCEDIMENTO :  in un'ampia padella (che dovrà poi contenere anche tutta la pasta) mettere l'olio, la cipolla e l'aglio ridotti a sottili fettine, farle imbiondire, quindi aggiungere la polpa di pomodoro e mezzo cucchiaino di sale. Dopo 10 minuti di cottura a fuoco medio aggiungere le salsicce, dopo avere eliminato la pelle e schiacciarle con la forchetta. Passati 10 minuti bagnare con il vino rosso, e farlo evaporare, rimestando,

Cuocere in abbondante acqua salata le orecchiette, scolarle ancora al dente e trasferirle nella padella.
Alzare la fiamma, cuocere per tre minuti rimestando per un paio di volte e quindi trasferire la pietanza nella zuppiera.

Sopra spargere i due formaggi e portare subito in tavola.